3.500 agenti della vigilanza privata tra Modena e Reggio Emilia
Turni pesanti, rischi elevati e stipendi troppo bassi
Sindacati in protesta: “Serve un nuovo contratto”
Un settore strategico, ma con troppe contraddizioni
Il mercato della vigilanza privata è in piena espansione, ma i lavoratori del settore continuano a essere sottopagati e senza tutele adeguate.
A Modena e Reggio Emilia operano circa 3.500 guardie giurate, impegnate in servizi di sorveglianza nei supermercati, nelle aziende e durante le ronde notturne. Affrontano pericoli ogni giorno, ma guadagnano poco più di 1.000 euro al mese.
«Lavoriamo di notte, nei capannoni e nei negozi, rischiando grosso durante le rapine. Ma alla fine del mese, lo stipendio è una miseria», raccontano gli operatori del settore.
Secondo Rosamaria Papaleo, segretaria generale della Cisl Emilia Centrale, il problema è strutturale:
«È una questione di dignità e trasparenza. Bisogna garantire ai lavoratori di questo comparto strategico un trattamento equo, altrimenti il settore rischia di implodere».
E il paradosso? Lo Stato è il primo committente della vigilanza privata, ma non garantisce condizioni di lavoro dignitose.
Manca ancora un contratto provinciale
La Fisascat Cisl Emilia Centrale ha denunciato l’urgenza di un nuovo contratto provinciale per il biennio 2023-2025, a tutela dei lavoratori.
Sono 3.500 gli addetti del settore, tra Modena e Reggio Emilia, ma ad oggi il contratto non è stato aggiornato.
I datori di lavoro continuano a opporsi, mentre i sindacati chiedono tutele concrete.
«Il 20% degli operatori svolge servizi di sicurezza non armati, spesso nei supermercati e nei centri commerciali. Ma gli stipendi sono ancora troppo bassi», denuncia Alessandro Martignetti, segretario generale di Fisascat Cisl.
Quanto guadagna una guardia giurata?
1.000 euro al mese per un operatore esperto
Meno per i neoassunti
Straordinari fino a 150 ore al mese, spesso pagati in nero
«Chi rifiuta gli straordinari viene minacciato di trasferimento», aggiunge Martignetti.
Retribuzioni inadeguate: il paradosso del settore
Secondo Papaleo, il problema è evidente:
«Lo Stato considera la vigilanza privata un servizio essenziale, ma i lavoratori sono lasciati senza tutele. Serve un intervento immediato».
I punti critici del settore:
Paga oraria bassa: 7,82 euro l’ora per una guardia armata
Straordinari eccessivi, spesso non regolarizzati
Confusione contrattuale: alcuni operatori inquadrati come operai, altri nel settore commercio
Cosa chiedono il sindacato?
Un contratto provinciale equo e aggiornato
Stipendi adeguati ai rischi del mestiere
Stop agli straordinari obbligati e ai pagamenti in nero
Il settore della vigilanza privata è indispensabile per la sicurezza di tutti, ma senza un adeguamento delle condizioni di lavoro, il rischio è che sempre meno persone vogliano intraprendere questa professione.
Un settore strategico, ma con troppe contraddizioni
Il mercato della vigilanza privata è in piena espansione, ma i lavoratori del settore continuano a essere sottopagati e senza tutele adeguate.
A Modena e Reggio Emilia operano circa 3.500 guardie giurate, impegnate in servizi di sorveglianza nei supermercati, nelle aziende e durante le ronde notturne. Affrontano pericoli ogni giorno, ma guadagnano poco più di 1.000 euro al mese.
«Lavoriamo di notte, nei capannoni e nei negozi, rischiando grosso durante le rapine. Ma alla fine del mese, lo stipendio è una miseria», raccontano gli operatori del settore.
Secondo Rosamaria Papaleo, segretaria generale della Cisl Emilia Centrale, il problema è strutturale:
«È una questione di dignità e trasparenza. Bisogna garantire ai lavoratori di questo comparto strategico un trattamento equo, altrimenti il settore rischia di implodere».
E il paradosso? Lo Stato è il primo committente della vigilanza privata, ma non garantisce condizioni di lavoro dignitose.
Manca ancora un contratto provinciale
La Fisascat Cisl Emilia Centrale ha denunciato l’urgenza di un nuovo contratto provinciale per il biennio 2023-2025, a tutela dei lavoratori.
Sono 3.500 gli addetti del settore, tra Modena e Reggio Emilia, ma ad oggi il contratto non è stato aggiornato.
I datori di lavoro continuano a opporsi, mentre i sindacati chiedono tutele concrete.
«Il 20% degli operatori svolge servizi di sicurezza non armati, spesso nei supermercati e nei centri commerciali. Ma gli stipendi sono ancora troppo bassi», denuncia Alessandro Martignetti, segretario generale di Fisascat Cisl.
Quanto guadagna una guardia giurata?
«Chi rifiuta gli straordinari viene minacciato di trasferimento», aggiunge Martignetti.
Retribuzioni inadeguate: il paradosso del settore
Secondo Papaleo, il problema è evidente:
«Lo Stato considera la vigilanza privata un servizio essenziale, ma i lavoratori sono lasciati senza tutele. Serve un intervento immediato».
I punti critici del settore:
Cosa chiedono il sindacato?
Il settore della vigilanza privata è indispensabile per la sicurezza di tutti, ma senza un adeguamento delle condizioni di lavoro, il rischio è che sempre meno persone vogliano intraprendere questa professione.
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